Laboratorio Albergo dei Miracoli


Dimmi quel che sono, non dirmi quel che ero (da Sogno di una vipera, una canzone di Cesare Basile)

Un laboratorio di cinema, iniziato a novembre 2018 presso l’Albergo Popolare di Firenze

 

Un laboratorio. Per inventarsi, con l’invenzione di un personaggio, l’invenzione di una storia che può essere vera, perché nella realtà che attraversiamo c’è molto di quello che immaginiamo, o che gli altri immaginano e noi subiamo.

Inventare una storia per sovvertire lo sguardo, il giudizio.
Qualunque storia.
La storia di un bambino nascosto. Chissà, poi ci saranno i re magi…
la storia di Dario da Livorno che sparò e finì in manicomio dove imparò che inon tutti i matti vivono in libertà.

Storie che sono vere perché possono essere vere anche nella fantasia di una fiaba. Una fiaba che diventa vissuta. La fiaba del bambino nascosto. Una fiaba dove posono succedere miracoli.

Non si tratta di confondere il vero e il falso, si tratta di sovvertire lo sguardo degli altri su “quel che sono, non quel che ero”.

Quel che sono non è la situazione sociale, amministrativa, è questo e quello che penso, immagino, vivo, sogno, quello che sono è quello che voglio essere, quel che mi voglio inventare.  Io sono Dario da Livorno. Sono il padre del bambino nascosto. Sono il Profeta. Sono Cola Pesce. Sono Marylin Monroe, sono Ziggy Stardust delle canzoni di David Bowie, sono una cantante famosa in villegiatura all’albergo popolare.

Qualunque storia, una storia che ne fa nascere un’altra.
Nella vita viviamo una polifonia di storie.
Polifonia significa anch come le storie entrano in risonanza. Ogni storia, ogni vissuto, è unico ma racconta qualcosa di altre storie, altri vissuti, nei quali riconoscersi.

Le storie possono diventare delle canzoni.
Un vissuto trasfigurato, liberatorio. Una rivalsa, una provocazione.

 

Il laboratorio è iniziato con una canzone di Piero Ciampi, Dario da Livorno

ALBERGO DEI MIRACOLI – FILM STILLS giugno 2019