Feb
11

FEBBRAIO 2017 #2

Dal Ritorno non è un film sulla memoria, è un film su di noi, su un uomo – un uomo che sopravvive e che sta scomparendo, il suo racconto, i luoghi del suo racconto. I luoghi della sua vita oggi, la sua esistenza dopo, nel silenzio, nell’incredulità. Un film sul ricordare, un film sulla scomparsa dei testimoni possibili, è un film sulla solitudine e lo smarrimento di fronte alla parola del ricordo, dunque è un film su noi, noi che dobbiamo ricominciare daccapo, soli, senza testimoni, e riattraversare i luoghi e ricomporli con la storia raccontata, come se dovessimo ripartire da lì, dal fatto di esserci, misurare, toccare i luoghi, in un sopralluogo senza fine, dove questa storia atroce è successa e forse sta ancora succedendo.

Feb
10

NUVOLE/LA VITA è SOGNO (NON è SOGNO LA VITA…)

NOTE D’INTENZIONE 6 febbraio 2017 – Mi chiamo x e sono innocente

Il film è un’esperienza cinematografica, una rivisitazione de La Vita è sogno – il dramma di Calderon de Barca su un principe imprigionato in una rocca fuori dal mondo, fin dalla nascita. I frammenti dei testi del dramma si fondono con frammenti di racconti vissuti, personali, sogni di liberazione, sogni terrificanti di foreste e città che sono un carcere. I protagonisti del film sono detenuti in un carcere a Capanne (Perugia), siamo in carcere, ma questo lo veniamo a sapere in un secondo tempo, attraverso i racconti. Siamo in uno spazio creato per le riprese, un piccolo set con un

Nov
07

IL PRESENTE

Un film “documentario di fantascienza”. La fantascienza è una forma che voglio dare per lavorare, in realtà, su miei materiali d’archivio (sceneggiature, diari e riprese, in super8 e in mindv), che si svolgono sull’arco di 20 anni.

In un certo senso c’è la consapevolezza che tutti i temi che puoi trattare, anche nella loro attualità immediata (il nichilismo suicidario di fronte ad un reale che si mostra come ineluttable, lo stato di guerra permanente, tutti i temi li puoi sviluppare attraverso i tentativi di progetti, le idee sparse, accantonate.

Li puoi trattare tanto meglio che nella loro sedimentazione c’è il vissuto, la decantazione della “rumeur du monde” – c’è il “genio” (nel senso di qualcosa

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