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Marzo 2017: Viaggio a Montevideo at Cinéma du Réel – Per Ulisse

Il mio ultimo lavoro  VIAGGIO A MONTEVIDEO, sarà in anteprima al Cinéma du Réel a Parigi, mercoledì 29 marzo ore 18 Forum des Images e sabato 1 aprile ore 14.30 Petite salle Centre Pompidou Beaubourg http://www.cinemadureel.org/fr/programme-2017/seances-speciales/viaggio-a-montevideo

Il Viaggio a Montevideo nasce dai sopralluoghi effettuati nelle valli della Val d’Aosta durante il laboratorio Oltreconfine. Il titolo è quello di una poesia di Dino Campana che avevo scoperto adolescente, in un’antologia scolastica. Una di quelle rivelazioni che ti accompagnano nella vita, spesso anche senza saperlo.

Non è un film sul poeta. Sono frammenti di partenze e di ritorni, frammenti o variazioni nel senso musicale. Degli strati di tempi e di valli. Un viaggio. L’eco di un

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07

FILM CANTATO

Dopo l’esperienza di Per Ulisse avevo voglia di proseguire e approfondire, con alcuni dei protagonisti e con altre persone conosciute al Ponterosso in questi anni. Volevo dare un’altra forma, che era già in nuce in Per Ulisse, e questa forma è quella della canzone. Canzoni scritte con le parole dei protagonisti, cantate, interpretate e danzate dai protagonisti. Composte da un gruppo, Piaceri Proletari, che ha mosso i primi passi al Ponterosso proprio nel periodo in cui facevo Per Ulisse…

intanto, in attesa del progetto,  un video per una canzone di Piaceri Proletari, con Pietro Garritano, uno degli interpreti di Per Ulisse

IL MELODRAMMA E IL VISSUTO – UNA

Nov
07

IL PRESENTE

Un film “documentario di fantascienza”. La fantascienza è una forma che voglio dare per lavorare, in realtà, su miei materiali d’archivio (sceneggiature, diari e riprese, in super8 e in mindv), che si svolgono sull’arco di 20 anni.

In un certo senso c’è la consapevolezza che tutti i temi che puoi trattare, anche nella loro attualità immediata (il nichilismo suicidario di fronte ad un reale che si mostra come ineluttable, lo stato di guerra permanente, tutti i temi li puoi sviluppare attraverso i tentativi di progetti, le idee sparse, accantonate.

Li puoi trattare tanto meglio che nella loro sedimentazione c’è il vissuto, la decantazione della “rumeur du monde” – c’è il “genio” (nel senso di qualcosa

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