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PER ULISSE vince il Concorso internazionale e il premio cinemaitaliano – CGHomevideo al FESTIVAL DEI POPOLI

La giuria internazionale del 54 Festival dei Popoli – composta da Pieter van Huystee (film producer), Cinta Pelejà (festival director), J. P. Sniadecki (fillmmaker) – ha assegnato a PER ULISSE  il Premio al Miglior Lungometraggio con la seguente motivazione:

With the metaphorical frame of a cathartic journey, this film is truly of the people, made with people, and not just about people. Transforming indelible moments of story-telling and play-acting into eccentric cinema, the filmmaker restores us to the deep feeling of listening, of being open and responding with our own bodies to the experiences, fragilities, insanities, joys, and inherent beauty of other human beings.

Attraverso la metafora del viaggio catartico, questo film appartiene veramente alla gente, è fatto con la gente piuttosto che su di essa. Trasformando indimenticabili momenti di narrazione e recitazione in un cinema eccentrico, l’autore ci riporta al sentimento profondo dell’ascolto, della capacità di aprirsi e rispondere con i nostri corpi alle esperienze, alle fragilità, alle follie, alle gioie e alla bellezza intrinseca di ogni essere umano.

Il film si è aggiudicato anche il Premio Cinemaitaliano.info – CG Home Video che consiste nella pubblicazione e distribuzione del film in dvd nella collana “POPOLI doc”. La Giuria è composta da Stefano Amadio, Antonio Capellupo, Carlo Griseri, Simone Pinchiorri ha assegnato il premio con la seguente motivazione: “ Per aver saputo rileggere con poesia e tatto l’omerica epopea di Ulisse, mettendo in scena il travagliato viaggio interiore di anime erranti ai margini della società“.

In quegli stessi giorni, su Gli spietati.it un articolo di Giulio Sangiorgio: “Se questo è l’anno in cui l’Italia ricopre d’alloro il cinema del reale, con i premi – sia a Venezia che a Roma – a due opere che si sottraggono alla media di un’antica concezione di documentario (che comunque ammorba la produzione del paese, tra lirici documentari di denuncia e ritratti arty d’artista), è il caso di recuperare il lavoro di un’eccellenza italiana, Giovanni Cioni, di cui il sito cinemaitaliano.info ha ammirevolmente edito in dvd In purgatorio (2009). In questi giorni in Concorso al Festival dei Popoli con Per Ulisse (già al fondamentale Visions du Réel di Nyon), Cioni è un regista pressoché ignorato al di fuori dei circuiti festivalieri, nonostante i suoi film abbiano trovato la via della distribuzione in sala sia in Belgio che in Francia (dove ha studiato, dove è nato)”: Il seguito: http://www.spietati.it/z_dettaglio_contributo.asp?idContributo=106

la pagina facebook su Per Ulisse: https://www.facebook.com/pages/Per-Ulisse-Pour-Ulysse/533418570030197

IN PURGATORIO al festival Popoli e Religioni, Terni/Amalia, 27 novembre

Vedi info

avanti popolo: per un cinema aperto (su PER ULISSE )

Giona Nazzaro su Filmidee: http://www.filmidee.it/archive/35/article/421/article.aspx

ULTIMO ASILO CONOSCIUTO

Questa libertà, questa disponibilità a essere un cinema non-più-cinema, e pertanto, per quanto ci riguarda, l’ultimo cinema realmente possibile, si ritrova in Italia in un pugno di cineasti di frontiera che, a partire dal cosiddetto documentario, ha dato vita a una pratica, più che a un cinema, dove, per stare a delle categorie facilmente identificabili, il documentario si contamina con la finzione, offrendo la possibilità di osservare un cinema in movimento, libero. Aurorale, certo, ma anche laboratorio, officina, fabbrica di un pensiero in contrapposizione con la produzione nazionale dominante.
Ancora una volta: non si tratta di individuare una scuola o una tendenza. Semmai si tratta di aprire varchi.
 
Per Ulisse, nuovo lavoro di Giovanni Cioni, che riporta all’ordine del giorno Alberto Grifi rileggendolo attraverso un approccio pasoliniano che conserva negli occhi il ricordo del miglior cinema di Ciprì & Maresco, forse ancor più che rispetto a In Purgatorio, e ampliando la disponibilità all’erranza e al canto de Gli intrepidi, offre uno straordinario approccio lirico a esistenze cadute attraverso le maglie della selezione naturale del neoliberismo. Il racconto, l’affabulazione, si piegano in continuazione su stessi, i corpi eccedono il film attraverso la testimonianza della loro voce. Il regista offre il proprio sguardo, le proprie inquadrature, come ultimo asilo. Innestato sulla centralità del canto, il film si offre anche come una riflessione sulla centralità del mitologema d’Ulisse. Dalla poesia lirica al metodo mitico per tornare infine al canto: Per Ulisse è tutto il cinema di Giovanni Cioni in una scelta di campo che coincide con quella di aprire il perimetro dell’inquadratura all’altro.”