Jul
21

PROJECTS

” Perdersi, navigare, viaggiare, come sintetizzeresti in un verbo il tuo modo di fare cinema? E perché?

Vivere. Nel senso in cui vivo quello che faccio, nel senso in cui il film è l’esperienza che si vive facendo il film, quello che si scopre facendolo, quello che si scopre dallo sguardo degli altri (…) Ognuno deve cercare il suo posto nel mondo e cercare di fare al meglio da lì dove vive e guarda e ascolta – e cercare di farlo al meglio con gli strumenti che ha. E per quanto mi riguarda cercando di capire cosa guardo, cosa ascolto, e cosa vivo. E vedo immagini, oggi si può vedere tutto, in tempo reale, e questo fatto di

Oct
17

Temoins, Lisbonne, Aout 00

Il sopralluogo di un film di cui non conoscevo ancora la storia, solo il fatto di essere in questa città, Lisbona, e che stavo per essere padre.
 Forse che il film è solo quel che rimane – del fatto di essere a Lisbona nell’agosto del 2000.
 Frammenti di storie, come delle voci che attraversano la folla dei passeggeri. Dei messaggi in una bottiglia.
Sta in questa città, aspetta, filma. Cerca di carpire qualcosa delle storie sentite, o immaginate. Qualcosa della favola del bambino scomparso. Di un uomo senza viso

Oct
13

Olhos/Yeux

Films de Giovanni Cioni pour
Uso do Olhos/Usage des yeux de Marta Wengorovius, 2006-2009

olhos 4

« Il s’abîmait dans le paysage, encore qu’on eût pu tout aussi bien dire qu’il était étrangement porté par lui, et quand le monde franchissait le seuil de ses yeux, le sens du monde, de l’intérieur de lui-même, battait sur ses bords en vagues silencieuses. Il était tombé dans le cœur du monde ; (…) cet état n’avait rien de commun avec le rêve. Il était clair et débordait de claires pensées ; simplement, nulle cause, nul but, nul désir physique n’y agissait ; toutes choses s’y déployaient en cercles toujours renouvelés, comme quand

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