Apr
06

L’INTREPIDO

Un lavorio sulla materia bruta del reale, quello di Cioni, una pratica filmica che sembra quasi darsi per caso, costantemente smarginata e aperta all’imprevisto. Un vero e proprio “cinema corsaro” (per citare il progetto collettivo che lo ha visto protagonista con quello strano oggetto che è Gli Intrepidi) apparentemente senza centro e senza regole. Eppure caldo, vivo, capace di raccontare, come pochi altri, l’umanità delle persone incontrate lungo il cammino. Un cinema in cui l’elaborazione teorica sembra farsi da parte, per lasciar spazio alla densità delle cose.” Inizia così una bella conversazione con Aldo Spinello e Sergio Sozzo pubblicata sul numero 20 di Sentieri Selvaggi, dal titolo: L’Intrepido.

Apr
06

DAL PROFONDO

Giorgio Sedona, introduzione al dossier sul mio cinema pubblicato su Point Blank, aprile 2015
http://www.pointblank.it/recensione/dossier-giovanni-cioni-dal-profondo/
“Il cinema di Giovanni Cioni è una dedica all’Uomo, all’umanità che avanza nei racconti, immersa nel presente e nel ricordo del testimone, al dialogo attraverso il quale poter condividere esperienze, riconoscersi nel vissuto degli altri, diventando ognuno il testimone della storia che gli viene narrata; interpretando il ruolo dell’Altro da se’, indossando i suoi abiti ed in lui riconoscere qualcosa di Noi.
Un cinema che si rivolge allo spettatore includendolo nel dialogo e nell’emozione che genera, uno sguardo limpido oltre il fuoricampo del reale, attraverso i racconti di tanti Ulisse di ritorno da realtà alla deriva, trascinati dalle proprie esperienze umane al racconto delle proprie avventure.

Feb
25

Conversazioni e proiezioni

“Abbiamo incontrato Giovanni Cioni in occasione del 40 Laceno d’Oro, ad Avellino, dove ha presentato due dei suoi inclassificabili documentari, Nous/Autres girato nel 2005 a Bruxelles, e In Purgatorio, del 2009, una discesa inarrestabile nelle viscere profonde di Napoli. Un lavorio sulla materia bruta del reale, quello di Cioni, una pratica filmica che sembra quasi darsi per caso, costantemente smarginata e aperta all’imprevisto. Un vero e proprio “cinema corsaro” (per citare il progetto collettivo che lo ha visto protagonista con quello strano oggetto che è Gli Intrepidi) apparentemente senza centro e senza regole. Eppure caldo, vivo, capace di raccontare, come pochi altri, l’umanità delle persone incontrate lungo il cammino. Un cinema in cui l’elaborazione teorica sembra farsi da parte, per lasciar spazio alla densità delle cose.”

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